Effettivamente ci assomiglia (al Branduardi attuale).
Però va detto che Branduardi non è (era) famoso solo in Italia, ma anche all’estero, soprattutto in Francia e in Germania, tanto è vero che pubblicava anche versioni in lingua inglese, francese e tedesca dei suoi album. Ricordo che quando, ragazzino, andai in Francia per la prima volta alla fine degli anni 70, vidi una vetrina di un negozio di dischi (già, all’epoca esistevano) di Strasburgo decorata completamente da copie delle copertine dell’album Cogli la Prima Mela nelle varie versioni in colori diversi con cui uscì. Quello probabilmente fu il suo periodo di maggiore successo; nei decenni successivi è diventato più autore di nicchia e ha esplorato anche sonorità diverse. Ha continuato a fare ottime cose, ma ho i miei dubbi, purtroppo, che una buona fetta dei giovani di oggi lo conosca, persino in Italia. Peccato, perché i Futuro Antico sono molto interessanti, così come l’Infinitamente Piccolo.